Via dell’Ambra e Via del Sale

I due percorsi della Vᵃ Edizione del RoviGoto

Rovigo. Spesso chiamata anche Terra tra Due Fiumi e Mesopotamia d’Italia. Po ed Adige sono stati gli artefici della nostra amata città, ma Rovigo e provincia non sono solo questo.

Già nell’Età del Bronzo i nostri antenati hanno avuto un ruolo chiave nel processo di  smistamento e di lavorazione dell’ambra proveniente dalle rive del Mar Baltico. Il Polesine era infatti, l’area dove i greci potevano reperire la preziosa resina fossile, già lavorata, da commercializzare lungo il Mar Mediterraneo. Negli scavi archeologici di Campestrin di Grignano Polesine, una delle  principali tappe d’arrivo della “Via dell’Ambra”, tra 2008 e 2009 sono stati riportati alla luce gli insediamenti dove l’ambra veniva lavorata. Così oggi ci è possibile conoscere tutte le fasi della catena di lavorazione di questo materiale (in questo articolo potete curiosare e approfondire l’argomento).

Nel decennale degli scavi archeologici abbiamo voluto dedicare uno dei percorsi proprio alla “Via dell’Ambra”, per ricordarci di come il flusso economico e commerciale, lungo il quale viaggiavano manufatti e materie prime fosse anche l’occasione per condividere idee e culture. Il RoviGoto vuole essere anche questo, una serata all’insegna della convivialità per fare nuovi incontri e riscoprire la tradizione.

E se abbiamo scelto di dedicare un percorso alla Via dell’Ambra non potevamo che destinare l’altro alla “Via del Sale”!

Il sale, l’oro bianco dei romani, la sostanza divina di Omero. Quel minerale che ha permesso sin dall’antichità di conservare gli alimenti e, di conseguenza, il fiorire delle tradizioni culinarie in quasi ogni parte del mondo.  Nel 1555 a Rovigo fu eretto il Ponte del Sale (originariamente Ponte di Mezzo)  chiamato così perché lì il sale veniva venduto.  Era uno dei quattro ponti che consentivano di attraversare l’Adigetto prima della deviazione del suo corso voluta nel periodo fascista. Solo da pochi anni, dopo il rifacimento del Corso del Popolo, la stele del Ponte del Sale è tornata al suo posto (potete scorgerla all’incrocio tra Via Trento e Via Laurenti).

Così il Sale è elemento di continuità ricco di significati, dalla conservazione dei cibi, all’architettura rodigina, ai monumenti ritrovati; è nella cultura di tutti noi rovigotti, soprattutto “par metar via e sardeé”! Parola di nonna.